Per un progetto alternativo,
popolare ed europeista

con il vostro voto darete
nuova energia al motore
del cambiamento

Partecipare alla condivisione di valori e di progetti con il nostro Paese,
vuol dire ribadire con nuova forza quanto ancora ci sentiamo parte attiva dell’Italia e vogliamo ancora una volta contribuire a renderla un Paese migliore,
che sia interlocutore attivo e parte integrante di un’Europa in evoluzione.

Insieme a Te Possiamo:

  Ridurre il divario di diritti esistente, sotto il profilo fiscale e assistenziale, tra cittadini italiani all’estero e quelli in Italia: per non lasciare il connazionale totalmente privo di riferimenti, soprattutto quando le condizioni di vita diventano critiche nel Paese di residenza o in caso di sopraggiunte complesse circostanze tali da necessitare formule di sostegno certe da parte dell’Italia.

  Potenziare la funzionalità dei presidi della rete diplomatico-consolare sul territorio: superare l’attuale trend di chiusure e ridimensionamenti che risulta assolutamente disarmonico rispetto alle reali esigenze dei connazionali nonché ai volumi dei nuovi flussi migratori. Sollecitare una modernizzazione dei servizi, un incremento del personale e la riduzione dei tempi e l’uniformità nell’erogazione dei servizi rappresenta una priorità tra le istanze dei nostri connazionali.

  Tutelare i diritti dei lavoratori italiani all’estero: salvaguardare i diritti sindacali dei lavoratori a contratto della rete estera del MAECI e garantirne il legittimo riadeguamento stipendiale oltre che rinnovarne la configurazione giuridico-contrattuale mediante una auspicata riforma della disciplina vigente in materia.

  Assistere i connazionali residenti nel Regno Unito nello scenario post Brexit, e tutelarne i diritti in sede Europea: garantire il proseguimento delle attività di sostegno portate avanti dal Governo nei mesi scorsi, facendoci portavoce della tutela, in sede negoziale post Brexit, dei diritti acquisiti dei cittadini residenti.

  Promuovere il Made in Italy, sostenendo le PMI e il commercio internazionale: rafforzare il ruolo del sistema di sostegno pubblico all’internazionalizzazione per offrire supporto e riferimento alle PMI nella prospettiva di agevolare l’accesso ai mercati esteri, ridurre i costi correlati e fornire assistenza. In questa prospettiva anche attraverso il rafforzamento del ruolo delle Camere di Commercio oltre confine, quale punto di raccordo delle comunità di affari nel mondo, struttura funzionale complementare dell’azione del sistema pubblico di promozione.

  Tutelare e promuovere la lingua e la cultura italiana nel mondo quale componente strategica della politica estera del nostro Paese, attraverso un incremento degli appositi capitoli di bilancio ed un incremento del sostegno e della valorizzazione degli enti gestori di corsi di lingua e cultura italiana all’estero;

  Rendere l’Italia sempre più protagonista in un’Unione Europea vicina ai cittadini, promuovendo una riforma dell’attuale governance europea, un superamento delle impasse ed il rilancio del progetto europeo rinnovando i termini dell’appartenenza del singolo cittadino all’UE attraverso, tra gli altri, l’istituzionalizzazione del Passaporto e della cittadinanza europea.

  Promuovere iniziative in sede europea ed internazionale per la tutela dell’accoglienza dei minori e la creazione di un circuito europeo delle adozioni: favorire un percorso alternativo di integrazione e di accoglienza che sia univoco per i membri UE e che consenta di rinnovare la disciplina applicata alla tutela dei diritti dei minori abbandonati.

Cosa ho fatto in questa legislatura

  Sintetizzare in poche battute quanto fatto in 5 intensi anni di attività parlamentare risulterebbe riduttivo. Molteplici sono le proposte depositate e condivise come quelle nell’ambito del comitato per le questioni degli italiani all’estero di cui sono membro. Comitato distintosi in molte indagini conoscitive e approfondimenti che hanno consentito di raccogliere informazioni e contributi validi per correzioni attuative importanti.

  Tra alcune delle indagini significative effettuate, l’indagine conoscitiva sulla riforma dei Patronati italiani che operano fuori dal territorio nazionale per le comunità italiane residenti all’estero, che ha condotto all’approvazione di un documento conclusivo in cui sono state evidenziate le criticità e gli elementi rettificabili del sistema, ma anche e non di meno, l’indagine conoscitiva sulla valorizzazione del reciproco contributo economico, culturale e civile tra la madrepatria e le comunità italiane all’estero, che ha avuto il merito di avviare un’istruttoria multilivello sul mondo dell’emigrazione e sulle potenzialità economiche, culturali e sociali di questa oltre confine.

   In occasione dell’ultima legge di stabilità siamo riusciti, insieme ai colleghi del Comitato per le questioni degli italiani che vivono in altri Stati, a far approvare un emendamento omnibus a sostegno degli italiani all’estero, con risorse in appoggio mirate alla promozione della lingua e cultura italiana all’estero.  All’adeguamento salariale degli impiegati a contratto, al supporto delle agenzie di stampa specializzate sugli italiani all’estero e delle camere di commercio italiane all’estero.

   Negli ultimi mesi è stato approvato il disegno di legge in materia di Editoria, che ha raccolto il nostro impegno e che riconosce il ruolo fondamentale della nostra editoria all’estero. Principale riferimento culturale e informativo delle nostre comunità, oltre che strumento importantissimo per la promozione della lingua e cultura italiana e della crescita e valorizzazione del made in Italy. Abbiamo provveduto ad includere nella delega al Governo, adeguata rilevanza ai quotidiani e periodici italiani diffusi all’estero anche in forma telematica e digitale.

   Una delle attività più significative degli ultimi mesi è rappresentata dall’approfondimento condotto nell’ambito dell’incombenza sulle conseguenze della Brexit per la collettività italiana residente nel Regno Unito. Tale compito mi ha visto coinvolto in un lavoro complementare e di supporto alle iniziative del Governo su questo interessante fronte per una tutela negoziale degli interessi di oltre 3 milioni di cittadini.

   Tra i primi impegni svolti ad inizio legislatura si è ottenuto il riconoscimento del voto dei cosiddetti temporaneamente all’estero. Dall’impasse che si venne a creare, in occasione delle elezioni del 2013, a seguito di una disciplinata e attenta personale proposta di legge, integrata sempre su nostra sollecitazione nella legge 6 maggio 2015 n. 52 che venne sottoscritta in maniera bipartisan, nel settembre dello stesso anno, è stata concessa la possibilità di esercitare il diritto di voto a chi, sebbene fuori dal Paese avesse potuto darlo se si fosse trovato ‘a casa’. Per tutti gli italiani un’ulteriore conquista di democrazia e di civiltà.

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Votare “Civica Popolare”
è l’unico modo di respingere l’idea
che il destino dei nostri figli sia separato dal destino della nostra storia come nazione europea.

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